Non sono tornati ancora i miei vicini,
il mio prossimo, che dovrei amare
ma torneranno, ritorneranno come quei giorni
che sembravano sepolti per sempre.
Questo silenzio, sonno, sogno
a fatica resiste nel mio spirito
che sa, ricorda e teme il solo rinviato risveglio.
Rumore molesto, eppure voce del mio fratello
segno d’uomo, corpo estraneo al mio giardino
nel quale solo agli uccelli permetto disturbare.
Solo ora mi ritengo inoffensivo
ma quanto sia stato uomo anch’io triste ombra
che ancora mi opprime
e mi rende meno amaro quanto giusto questo castigo.
Del pensiero di peggior sorte si difende questo giorno
così la paura non mi fa odiare
per tutte le volte che incontro sono andato al mio destino
solo tregue mi son state concesse.
Poi anche il dolore finisce
sono andati via posso aprire le finestre
solo le mute piante mi sono compagne
e dei fiori l’odore non mi offende.
Non mi ferisce gli occhi il pallido sole
nè le nubi che promettono pioggia copiosa
neanche il mio corpo che sento dolere
eppure mai come il mio simile può tormentare.
Anche la gioia ritornerà mi si risponde a consolazione
ma allora è come tutte le altre ?
no allora serve un’altra parola
per chiamare quella chè sempre stata e resta per sempre.